Discussione:
2 sistemi operativi...
(troppo vecchio per rispondere)
Citrus
2004-02-14 10:34:58 UTC
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Come si fa a suddividere l'hard disk in modo da potervi installare 2 sistemi
operativi?
Dott.G
2004-02-14 11:36:52 UTC
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Post by Citrus
Come si fa a suddividere l'hard disk in modo da potervi installare 2 sistemi
operativi?
Con Partition Magic.
Per i passaggi te li spiega lui.

Ciao

Dott.G
Walter
2004-02-14 12:28:47 UTC
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Post by Citrus
Come si fa a suddividere l'hard disk in modo da potervi installare 2 sistemi
operativi?
Se vuoi "dividere" l'HD in due (fette) senza formattare devi usare un
programma tipo

Partition Magic ,

altrimenti devi usare Fdisk del DOS (ma in questo caso perdere i dati)

Ciao,
Walter
Dott.G
2004-02-14 15:15:13 UTC
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"Walter" <***@email.it> ha scritto nel messaggio news:c0l49r$18tiem$***@ID-14768.news.uni-berlin.de...
Meglio partition magic, perchè dal momento che ha esposto questa domanda,
vuo dire che è inesperto in materia e quindi partition aiuta parecchio
nell'effettuare le partizioni, semplificando i passaggi.

Ciao

Dott.G
Walter
2004-02-14 15:41:24 UTC
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Post by Dott.G
Meglio partition magic, perchè dal momento che ha esposto questa domanda,
vuo dire che è inesperto in materia e quindi partition aiuta parecchio
nell'effettuare le partizioni, semplificando i passaggi.
Indubbiamente è migliore...pero' è a pagamento e ripartizionare tutto da
capo
in ogni caso significa ....farsi le (ossa) ed eliminare definitivamente
alcuni malfunzionamenti
che sicuramente il sistema di un'inesperto (come affermi) ha...
Anche se per dirla tutta...Windows si (corrompe da solo..) col passar del
tempo.....;-D
--
Walter
Dott.G
2004-02-14 17:19:39 UTC
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Post by Walter
Anche se per dirla tutta...Windows si (corrompe da solo..) col passar del
tempo.....;-D
Non parlarmi di corruzioni del SO.

Io sono specializzato in reistallazioni a partire da win 95 in poi, (il dos
6.0 ed il win 3.11 andavano molto meglio), anche se debbo dire che in quei
SO, c'erano pochi programmi che gli facevano girare le balle ;o)

Ciao

Dott.G
Walter
2004-02-14 17:33:11 UTC
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Post by Dott.G
Post by Walter
Anche se per dirla tutta...Windows si (corrompe da solo..) col passar del
tempo.....;-D
Non parlarmi di corruzioni del SO.
Io sono specializzato in reistallazioni a partire da win 95 in poi, (il dos
6.0 ed il win 3.11 andavano molto meglio), anche se debbo dire che in quei
SO, c'erano pochi programmi che gli facevano girare le balle ;o)
Parlando dei "vecchi tempi" io le reinstallazioni in ambiente grafico le
faccio
da Win 2.0 da allora ne sono stati fatti molti di passi...ma ancora oggi
pur con W2sp4
senza quello che ho imparato sul "Glorioso" DOS 6.x non potrei cavarmela
dalla linea di comando...;-)
--
Ciao,
Walter
Dott.G
2004-02-14 18:18:55 UTC
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Post by Walter
senza quello che ho imparato sul "Glorioso" DOS 6.x non potrei cavarmela
dalla linea di comando...;-)
é vero !!!
E poi hanno intenzione di eliminare il buon caro e vecchio dos, bha !!!
Dove andremo a finire?

Ciao

Dott.G
Walter
2004-02-14 20:02:53 UTC
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Post by Dott.G
Dove andremo a finire?
Che tempi...!?....
non ci sono più le mezze-stagioni.... eh eh ;-)))))

Ciaoooooooooo,
Walter
By Tuby
2004-02-15 15:26:33 UTC
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Microsoft Palladium: fine della libertà?
Di Paolo Attivissimo, "Apogeo on line":
http://www.apogeonline.com/webzine/2002/07/02/01/200207020102
Visto su: http://www.therigger.net/antipalladium/indice.html
Nei computer del prossimo futuro potrà girare soltanto software autorizzato
(indovinate da chi), in modo da offrire finalmente diritti digitali
realmente protetti all'industria del software, del cinema e del disco. I
primi prototipi sono già in vendita. Effetti collaterali trascurabili:
l'eliminazione definitiva di Linux e delle libertà degli utenti.
I piani di Microsoft per il futuro dell'informatica sono stati rivelati in
questi giorni con un'anteprima nelle pagine di MSNBC/Newsweek: in
un'iniziativa denominata Palladium, Microsoft si è alleata con Compaq, HP,
IBM, Intel e AMD per creare una nuova generazione di software da abbinare a
processori nei quali saranno integrate direttamente potenti funzioni di
sicurezza. Sicurezza realizzata non più soltanto a livello software, come
adesso, ma anche a livello hardware, come nei sistemi militari.
L'obiettivo dichiarato è rendere più sicuro l'uso dei computer, che stando
alle promesse di Microsoft diventeranno immuni ai virus, elimineranno lo
spam, proteggeranno i nostri dati personali e consentiranno finalmente
transazioni commerciali on-line sicure e l'avvio di servizi legali di
distribuzione di musica e film attraverso Internet. Una vera rivoluzione,
insomma, che dovrebbe arrivare concretamente entro il 2004, quando uscirà la
prossima versione di Windows (denominata provvisoriamente Longhorn) e
saranno pronti questi nuovi processori, ma che sta già entrando nelle nostre
case e nei nostri uffici. Il portatile Thinkpad T-30 di IBM è già
acquistabile con un sottosistema di sicurezza conforme allo standard
Palladium (noto più tecnicamente come TCPA). La X-Box è in sostanza una
versione 1.0 di un PC dotato di Palladium, come ho descritto recentemente.
Il sistema di attivazione di Windows XP, che
richiede un nuovo codice di sblocco se si cambia significativamente il
proprio hardware, è un esempio (solo software) di Palladium.
(.) Per capire perché in realtà Palladium è la materializzazione dei nostri
peggiori incubi ci vuole una parentesi tecnica.
Come funziona Palladium/TCPA
Come descritto da Ross Anderson, dell'Università di Cambridge, in una FAQ
ricca di dettagli, Palladium/TCPA si basa sul fatto che l'intera
architettura del PC, anziché essere aperta e pubblica, viene blindata: la
comunicazione fra i vari componenti (tastiera, dischi, monitor) è cifrata,
proprio come fa (parzialmente) l'X-Box, e il PC si avvia partendo da un chip
speciale il cui contenuto è cifrato.
Questo chip è un componente di monitoraggio che sorveglia costantemente lo
stato del sistema e ne controlla il funzionamento (donde il nome Palladium,
che non si riferisce all'elemento chimico ma all'omonima statua della dea
Atena che sorgeva a Troia e proteggeva la città).
All'accensione, il chip verifica il contenuto della ROM di boot e, se è
quello previsto dai creatori del chip, ne consente l'esecuzione; poi
verifica che l'hardware installato sia costituito esclusivamente da
componenti autorizzati. Infine il chip verifica la porzione iniziale del
sistema operativo e ne consente il caricamento soltanto se è conforme a
quanto previsto. A questo punto la palla passa al sistema operativo, che
carica le proprie parti rimanenti e si incarica di verificare continuamente
che le applicazioni eseguite siano a loro volta certificate come sicure.
Tutte queste verifiche e certificazioni consentono di avere un computer il
cui stato è sicuramente conforme alle specifiche del produttore
dell'hardware e del software. In altre parole, non può contenere modchip (i
circuiti che si aggiungono adesso alle console per ampliarne le
potenzialità) o programmi non autorizzati, che possano ad esempio
intercettare un flusso di dati (un film o una canzone) per farne copie
abusive. E' una scatola chiusa nella quale non può entrare nessuno, neppure
l'utente.
I sistemi anticopia introdotti finora sono sempre stati fallimentari perché
basati esclusivamente sul software, che per natura è facilmente
modificabile. Palladium, invece, usa anche hardware dedicato. Rispetto al
software, decifrare e modificare l'hardware è enormemente più impegnativo,
per cui questo sistema ha ottime possibilità di essere inviolabile non solo
per l'utente comune ma anche per l'hacker più attrezzato.
L'utente come nemico
Questo modo di progettare computer ha delle conseguenze molto interessanti.
Quella più ovvia è la fine della pirateria software, musicale e
cinematografica domestica: se il flusso audio/video è cifrato lungo tutto il
percorso all'interno del PC e oltretutto non è possibile installare
programmi non autorizzati che lo registrino, come si fa a crearne copie
abusive? Forti di questa garanzia, finalmente discografici e magnati di
Hollywood potranno offrirci i loro prodotti via Internet, legalmente e (va
da sé) a pagamento. Analogamente, i programmi saranno forse copiabili (per
motivi di backup), ma non potranno essere eseguiti senza la relativa
autorizzazione individuale.
La conseguenza meno ovvia è che lo stesso sistema consente ai suddetti
discografici e magnati di decidere che cosa possiamo vedere e ascoltare,
nonché quando e quante volte possiamo farlo. I programmi di lettura (il
Windows Media Player, per intenderci) saranno scritti in modo da suonare
soltanto musica autorizzata. Dite addio alla vostra collezione di MP3, anche
se sono legittimamente tratti dai CD che possedete e avete pagato. E non
pensate nemmeno di installare un altro programma meno schizzinoso (come
WinAmp): non funzionerà, perché non è software autorizzato.
Applicando questa tecnologia al software, le conseguenze si fanno ancora più
interessanti. Supponiamo che siate affezionati alla vostra copia di Office,
che ha sempre funzionato ragionevolmente bene e conoscete a menadito, per
cui non sentite il bisogno di spendere denaro per la nuova versione.
Attualmente potete tenere Office sul vostro PC a tempo indeterminato. Ma con
Palladium, all'uscita di Office 2004 Microsoft potrebbe bloccare
l'esecuzione del vecchio Office sul vostro PC, obbligandovi ad acquistare la
nuova versione. Benvenuti nell'era del software a tempo. Si prega di
infilare un'altra monetina nella fessura, grazie. In altre parole, tutto ciò
che passa per il nostro computer sarà controllato da un sistema di
autorizzazioni gestito dai produttori di musica, film, hardware e software.
L'utente non avrà modo di autorizzare nulla. Potrà soltanto aprire il
borsellino ogni volta che qualche pezzo grosso di Hollywood decide di
rifarsi la Jacuzzi. L'utente è cortesemente pregato di pagare e tacere:
anzi, per dirla con Ross Anderson, per imporre i diritti digitali su un PC è
indispensabile trattare l'utente come un nemico.
La morte di Linux e Apache
Un'altra conseguenza di Palladium/TCPA: se sui futuri PC potranno girare
soltanto programmi autorizzati, il software libero e quello gratuito sono
spacciati. I codici di autorizzazione non saranno certamente gratuiti: c'è
un'infrastruttura di certificazione da mantenere e qualcuno la dovrà pagare.
Di conseguenza, nessuno potrà più offrire freeware, ad eccezione dei grandi
gruppi commerciali che possono permettersi di lavorare in perdita pur di
togliere l'ossigeno alla concorrenza. Il vivace sottobosco dei piccoli
programmatori indipendenti, che ci hanno regalato programmi storici come il
già citato WinAmp, il mitico PKZip, Napster, WinMX e infinite altre chicche,
sparirà.(.)
E che dire di Linux? In teoria è possibile realizzare una versione di Linux
compatibile con i computer blindati dall'architettura TCPA, ma in pratica
quel che ne viene fuori è l'ombra del Linux che conosciamo adesso. Innanzi
tutto ci vuole un filantropo che paghi la procedura di certificazione (ogni
software autorizzato deve essere esaminato per garantirne la sicurezza) per
ogni singola versione del kernel e per ogni componente aggiuntivo del
sistema operativo. Addio, quindi, alle distribuzioni Linux stracolme di
software gratuito. Addio, naturalmente,
anche ad Apache, il server Web più diffuso del pianeta. Il movimento open
source è completamente spiazzato.(.)
E in più, tanto per gradire, hanno debellato ogni altra possibile
concorrenza presente e futura. Molto, molto astuto.
Compromessi ingannevoli
Chi se ne frega, potrebbero dire in molti. Se quattro sfigati devono
rinunciare a Linux in cambio della sicurezza planetaria, pazienza, ne vale
la pena.(.)
Il problema è che Palladium/TCPA non è concepito per proteggere noi utenti
come ci vogliono far credere: è concepito per tutelare gli interessi dei
produttori di hardware, software e media. Per esempio, è vero che un
computer TCPA non eseguirà un virus (sarebbe software non certificato), ma
non farà nulla contro un worm o una semplice pagina Web che contenga script
che sfruttano una falla del sistema operativo. Non ci proteggerà dai furti
dei codici delle carte di credito, che usano meccanismi su cui il TCPA non
ha alcun effetto. Non ci proteggerà contro i crash delle applicazioni che ci
fanno perdere ore di lavoro: il fatto che un programma sia certificato non
ne garantisce affatto la robustezza. Per contro, consentirà alle industrie
del software, del disco e del cinema di mungerci a loro totale piacimento.
Proteggerà loro contro ogni tentativo di difendere i nostri diritti.
Diritti fondamentali
Nell'intervista a MSN/Newsweek, Bill Gates pronuncia questa frase: "Ci siamo
avvicinati al problema pensando alla musica, ma poi ci siamo accorti che
l'e-mail e i documenti sono ambiti molto più interessanti". L'idea, insomma,
è di applicare le protezioni di Palladium non solo a musica, video e
software, ma anche ai documenti. Gli esempi proposti nell'articolo sono
rassicuranti: l'utente potrà scrivere e-mail che soltanto le persone
autorizzate potranno copiare o inoltrare ad altri, e potrà creare documenti
Word che saranno leggibili solo per una settimana. Tranquilli, ci viene
detto, l'utente è sovrano. Ma il meccanismo di Palladium funziona anche
nell'altro senso. Una macchina Palladium può essere impostata in modo da
bloccare l'accesso a pagine Web ritenute pericolose. Ad esempio, un pirata
decide di mettere online una copia di un film, o un pedofilo pubblica la
propria collezione fotografica di brutalità. Invece di perdere tempo con
costose cause e indagini internazionali, è possibile riprogrammare da remoto
tutti i computer Palladium in modo che non possano accedere a questi siti.
Per restare al passo con i pirati, infatti, le autorizzazioni di Palladium
sono gestite tramite server centrali e sono revocabili e aggiornabili in
qualsiasi momento. E' un sistema molto efficiente, ma chi lo controlla?
Usare Palladium significa togliere l'amministrazione della giustizia ai
tribunali e metterla nelle mani delle aziende. Supponiamo che io scriva sul
Web qualcosa di sgradito a Microsoft: chi mi dice che l'azienda di Redmond
non userà Palladium per oscurarmi? Se qualcuno pubblica una brutta
recensione dell'ultimo disco di Celine Dion, la Sony otterrà un'ingiunzione
per usare Palladium per bloccarla? Se qualcuno rivela che il prossimo film
di Star Trek è una boiata colossale, la Paramount lo zittirà? Se le mie idee
politiche o religiose sono sgradite nel mio paese, il governo ordinerà ai
server di Palladium di farle sparire dal Web?
La tentazione è forte, anche perché il sistema è rapido e indolore. Niente
tribunali, niente cause, niente avvocati: due comandi su un terminale, e il
gioco è fatto. Gli utenti Palladium non si accorgeranno neppure della
censura. Non sapranno mai che è avvenuta.
Il finto pulsante di spegnimento
Va detto che secondo le specifiche del TCPA tutte le sue funzioni sono
disattivabili dall'utente, che è libero di avviare il proprio PC nella
maniera tradizionale. Questa facoltà è sicuramente stata introdotta per
tranquillizzare gli utenti preoccupati delle proprie libertà, ma in realtà
un'operazione di facciata. Avviando il PC senza TCPA, non potrete usare
nessuno dei suoi programmi certificati. Potrete forse far girare programmi
non certificati (quelli attuali, per esempio), che però non riusciranno a
comunicare con le periferiche, che per motivi di protezione del copyright si
aspetteranno soltanto dati certificati. Se così non fosse, potreste
stamparvi un libro scaricato da Internet oppure masterizzarvi un CD. Le cose
peggiorano ulteriormente quando cercherete di andare sul Web. Se il sistema
prende piede, in nome della sicurezza i siti Web commerciali rifiuteranno le
connessioni dagli utenti che non usano macchine protette da Palladium.
Questo costituirà un grande incentivo ad acquistare queste nuove macchine,
il cui numero crescente spingerà sempre più siti ad abbracciare Palladium,
creando un effetto valanga identico a quello ottenuto nei browser da
Internet Explorer: già ora molti siti non sono visitabili con browser
diversi da quello Microsoft.
Occasione da non perdere
Per le grandi aziende, Palladium è davvero la Soluzione Finale: Linux e
Apache eliminati, pirati dei media debellati, i programmatori indipendenti
sul lastrico. Chi controlla Palladium controlla tutti i computer e, dietro
gentile richiesta, controlla anche la libertà di lettura. Un quadretto
desolante. Considerati i nomi e i capitali che appoggiano l'iniziativa
Palladium/TCPA, sembra che ci si debba arrendere all'inevitabile.
Soprattutto dopo gli eventi dell'11 settembre, c'è un'insensata corsa
mondiale ad abbracciare incondizionatamente qualsiasi tecnologia che
prometta anche vagamente di darci maggiore sicurezza. E' fondamentale,
invece, distinguere fra sicurezza reale e paccottiglia commerciale. Lottare
contro questo abominio si può: lo abbiamo già fatto con successo in passato
con il famoso numero di serie unico annidato nei PentiumIII e poi rimosso a
furor di popolo dalle generazioni successive. Il primo passo di questa lotta
è diffondere la consapevolezza del problema. Questo è il mio piccolo
contributo in proposito.
Post by Walter
senza quello che ho imparato sul "Glorioso" DOS 6.x non potrei cavarmela
dalla linea di comando...;-)
é vero !!!
E poi hanno intenzione di eliminare il buon caro e vecchio dos, bha !!!
Dove andremo a finire?
Ciao
Dott.G
Dott.G
2004-02-17 11:27:00 UTC
Permalink
Post by By Tuby
Microsoft Palladium: fine della libertà?
Della serie:

Era meglio quando stavamo peggio !!! ;o)

Dott.G

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